lunedì 2 aprile 2012

A volte mi sorprendono

Alla commemorazione di Loris, il gaglioffo (già suo allievo tennista, molto affezionato al suo primo maestro) non è voluto mancare. Seduto accanto a noi, non si è perso uno solo degli interventi che si sono susseguiti, in una concatenazione di ricordi, foto, pensieri e letture che ci hanno restituito un’immagine completa del nostro amico.
Uno dopo l’altro, amici e parenti si sono avvicendati, regalandoci ognuno una sfaccettatura diversa del carattere di un uomo raro. Un uomo che si faceva voler bene in un modo speciale da tutti: forse perché era davvero un tipo unico.
C’è stato un momento nel quale Jurassico si è allontanato, per raggiungere un amico in fondo alla sala: collocazione nella quale è rimasto, lasciando me accanto al giovanotto.
Verso la fine della celebrazione, i presenti sono stati invitati a dire qualche parola, se ne sentivano la necessità: un pensiero, un saluto, un ricordo.
“Mamma, vai fuori e di’ qualcosa!”
“Matteo, non me la sento… Non mi sono preparata nulla e non ce la faccio a parlare in pubblico, in un momento così. Sono troppo emozionata…”
“Finiscila. Papà non andrà mai, lo conosco: ma tu sei come me. Hai la battuta pronta: vai lì e parla. Di’ quello che senti, vedrai che ti verrà fuori qualcosa di buono. Coraggio! Esci!”
“No, non…”
“E allora? Sei matta??? Vuoi lasciar andare via Loris così, senza che né tu né papà diciate nemmeno una parola per salutarlo? Scherziamo?!”
A questa battuta, ho ubbidito: non chiedetemi cosa ho detto, perché mi è rimasta una gran confusione in testa. So solo che, quando sono tornata al mio posto, c’era ad aspettarmi mio figlio.
Serio, ha fatto un cenno di approvazione col capo, per poi dichiarare, calmo: “Brava. Hai detto delle cose… interessanti. Quando torniamo a casa, ti do un bacio: te lo sei meritato!”
Un adulto. Mio figlio è diventato un adulto: e non è nemmeno male, come adulto.
“Mamma” ha ridacchiato a casa, abbracciandomi “Tu non lo sai: ma io sono un tipo sensibile, sai! E’ che lo nascondo bene… Adesso sparisci, che devo raccontare tutto a Lello!”
Rieccolo, il mio gaglioffo di sempre: cuffia in testa, immerso nel suo mondo. Ma pronto ad affrontare le prove del mondo, dopotutto: e di questo posso ringraziare anche Loris. Di sicuro, su quella terra rossa gli ha regalato più di una lezione di vita.