venerdì 9 marzo 2012

Anche gli adulti, però...

Certe volte riescono a dare il peggio di sé. Per i soldi, ad esempio, c’è gente che si dimentica anche le parentele più strette. E che ci siano di mezzo bambini indifesi non gliene importa un bel nulla: manco se i bambini sono i suoi, detto per inciso.
Comunque sia, se incappo in un sopruso perpetrato ai danni di qualcuno che non si può difendere, mi trasformo in un mastino: m’attacco ai garretti del prepotente e stringo fino a che non molla la preda. Costi quel che costi, serro le mandibole e non lo lascio andare.
Sono così quando le vittime sono estranei: vi lascio immaginare se ci sono di mezzo i miei figli. Quando qualcuno ha provato a danneggiarli, si è trovato di fronte un muro. Un muro contro il quale non è consigliabile andarsi a fracassare le ossa.
Ci sono battaglie che porto avanti da sempre, altre che durano da più di dieci anni, altre ancora che combatto silenziosa, contrastando con la forza del mio amore le squallide astuzie di chi si crede migliore, più furbo oppure più intelligente di me. E l’unico bene che perseguo è sempre e solo quello della mia famiglia: anche se, per riuscirci, ci devo spendere del mio. Sia in termini di denaro (che conta poco, ma purtroppo ci vuole) sia, soprattutto, in termini di tempo, energie e risolutezza.
Ieri pomeriggio mi hanno comunicato che ho vinto la più dura delle mie battaglie: sono stata così contenta da sopportare con una risata persino la notizia del due in geometria, portato a casa dal gaglioffo.
Ecco, quella del gaglioffo è ormai una battaglia persa: anche se, forse, stiamo vincendo la guerra, su quel fronte.
Il giovane, ieri, rideva: “Mamma, qui più studio, meno porto a casa. In più, mi hanno etichettato: tu pensa che ieri la prof di lettere mi voleva mandare fuori dalla porta. Quando le ho chiesto il perché, ha risposto che tutti facevano casino e che io ne avrei pagato le conseguenze. Ho scosso la testa e le ho detto che ok, avrei fatto il Cristo in croce della situazione.”
“Ahahah… E lei?”
“Si è messa a ridere e non mi ha più fatto uscire. Però l’anno prossimo cambio scuola: ne scelgo una più facile. E intanto continuo a studiare: il metodo l’ho finalmente capito e intanto mi porto avanti con le conoscenze. Chissà che l’anno prossimo riesca a partire un po’ meglio di così…”
Se aver capito la strategia comportamentale è un buon punto di partenza, pare che ci siamo.
Quanto a me, e alle mie performance come pit-bull, Jurassico ieri prende il filosofo e gli chiede: “Che ne pensi della mamma? Con la sua determinazione è riuscita a farcela!”
“L’ho sempre detto, che la mamma è una donna con le palle!”
Al di là della forma irrituale e del sottile maschilismo che si potrebbe leggere in questa frase… devo dire che a me ha fatto piacere. Dato che ieri era anche l’otto marzo, lo considero un bel complimento davvero.