mercoledì 1 febbraio 2012

Che notte quella notte

“Non ce la faccio più. Le mie notti sono troppo intense!”
“Mhm.”
“Venerdì, per esempio. Incontro un’infermiera trentaduenne che mi invita a raggiungerla a mezzanotte…”
Mpc non raccoglie la provocazione.
“… per festeggiare assieme ai suoi colleghi di reparto il suo compleanno!”
“Bene. La tua dieta ha subito un altro posticipo, vedo.”
“Già. Poi c’è stata la venticinquenne.”
“La quale venticinquenne…?”
“Mi ha chiesto di visitarle i polmoni.”
“Ah. Ma tu non facevi il neurologo?”
“Sì. Ma questa voleva essere visitata lo stesso: ero il medico di guardia, mica mi posso rifiutare…”
“Non sia mai. Il dovere prima di tutto. Ebbene?”
“Ebbene, mi sono messo a protestare che io non visito i polmoni alle venticinquenni senza testimoni. Ho spedito fuori Sempronio, che era un uomo, e ho richiamato Caia e Tizia, che erano donne. E in presenza delle due infermiere ho visitato la signorina.”
“Ottima scelta comportamentale. Non mi interessa sapere come stava, cmq: anzi, spero tu non l’abbia trovata troppo bene, la polmonata.”
“Eheheh… Poi c’è stata la sua coetanea con la reazione al sulfamidico: dottore, mi guardi qui la pelle!!!”
“Pure la dermatologia, adesso…”
“Infatti. Cmq, c’era una piccola eruzione: le ho detto di cambiare terapia.”
“Perdonami, la reazione dove ce l’aveva, la meschinella?”
“In viso, in viso…”
“Meno male. Altrimenti, mi sa che ti avrebbe mostrato anche il resto!”
“In effetti, voleva. Ma le ho detto che non era necessario.”
“Un vero stoico, dottore. Come sa resistere lei alle tentazioni, manco un monaco trappista. Ma il neurologo lo hai fatto, per curiosità, o ti sei fatto solo un giro di ripasso di un po’ di specialità alternative?”
“Ho fatto anche il neurologo. Mi è arrivata un’emiparesi, con afasia: trombolisi immediata. Dopo due ore, gli avevamo restituito movimento e parola.”
“Meglio di Nostro Signore Gesù Cristo. Alzati e cammina!
“Macché miracoli e miracoli. Qui c’è solo un gran lavoro di squadra:  dovresti vedere come si danno da fare, tutti. Dai colleghi ai tecnici,  gli infermieri,  le segretarie: ho un reparto che funziona come un orologio! Il segreto, poi,  è non perdere mai la testa…”
“Ci mancherebbe solo questa. Se perdi la testa – in vari sensi – poi te la devi vedere con me, sia ben chiaro.”
“Che ci posso fare se ho fascino? Dopo due ore, arriva un altro caso, che per poco non ne facciamo un’altra.”
“Ammazza. Due trombolisi in una notte, qui finisci nel Guinness dei primati! Tra questi e me e Andrea, notte bianca completa…”
“Infatti. Eppure, a fine turno esco per tornare a casa, e incontro una signora delle pulizie che mi fa: Dottore, che figo che è lei, vestito in borghese!
“Un autentico tombeur de femmes, mio marito. Non c’è che dire. Cmq, tutto questo diventerà un post, sappilo: adesso mi scrivo due noticine…”
Mpc afferra un block notes, mettendosi a scrivere.
L’informatico: “Papà, attento. La vedi? Sta prendendo appunti. Tecnicamente, ti ha anche avvisato: questa me la segno! Fossi in te, non starei tanto tranquillo…”
Cose pazze. Ma proprio l’ER del Nordest mi dovevo sposare, io? Non si può proprio stare tranquille, a questo mondo: soprattutto quando i mariti escono per andare al lavoro!