giovedì 7 luglio 2011

Risvegli da dimenticare

Al solito. Se il buongiorno si vede dal mattino, stamattina stiamo freschi.
Capelli: entrata nel letto con una testina perfetta, sette ore dopo ne sono uscita come travolta da una ventata improvvisa. Il lato sinistro delle mie chiome era raso al suolo, formando poi un’onda lunga, all’estremità, che sarebbe stata assai apprezzata da un surfista. Un po’ meno da me.
Per ricondurli alla ragione sono stata costretta a combattere una strenua battaglia, con utilizzo di armi non convenzionali: li ho tirati con la spazzola-istrice di mio marito, bersagliandoli con un flusso ionico alla massima potenza.
Dieci minuti ci hanno messo, per arrendersi. Inoltre, molti di essi hanno preferito la morte, alla resa: meglio che da oggi mi ingoi un bel po’ di vitamine, altrimenti resto pure calva, mannaggia.
Ho quindi avuto la malaugurata idea di salire sulla bilancia, che ne ha approfittato subito per insultarmi: ma non esiste il premio per l’impegno? La bugia pietosa?
Niente da fare.
Spietatezza digitale, verdetto inappellabile: i peccati di gola si possono rimuovere dalla memoria, ma non dagli strati adiposi. Ora mi tocca un’altra settimana di passione, se voglio restare dentro alla mia taglia.
Raggiunta la cucina per una – frugale, ahimè   colazione, ho scoperto che entrambi i freezer sono stati chiusi male: possiamo così contare sulla Terza Glaciazione, a Casa per Caso. Sarà un divertimento scongelare due iceberg, oggi.
La lavastoviglie nuova non mi sarà consegnata prima di venerdì pomeriggio: il che significa un andirivieni di stoviglie tra un piano e l’altro, a partire dall’alba, per un totale di dodici rampe di scale giornaliere, con consistente rischio di crolli. Già vi ho illustrato quanto io sia imbranata: è un rischio, farmi circolare armata di pile di piatti e vassoi stracolmi di bicchieri.
Chi volesse suggerirmi di lavare i piatti a mano, sappia che sono allergica sia al detersivo che alla gomma dei guanti. Questa è la soluzione meno dolorosa, per la sottoscritta.
Sull’aiuto dei figli ci posso contare poco: in genere, quando la lavastoviglie è da scaricare, quelli giacciono inanimati nei loro “lettini”.  Oppure, se sono animati, stanno studiando o sono fuori casa: secondo me, calcolano i tempi di proposito.
Mi sono calata due cappuccini per riconciliarmi con l’universo, salvo poi litigarci di nuovo, quando ho afferrato il mio spazzolino elettrico.  Un’ignota manina l’aveva proditoriamente staccato dalla presa di corrente: così, mi sono lavata i denti con uno strumento più spompato di me.
Evviva.
Ho scoperto che l’asciugamano puzzava di acqua morta, ma solo dopo essermelo passato sul viso. Un'esperienza cimiteriale. 
Ho nutrito due gatti, registrando l’assenza della gattina: situazione che mi crea sempre un sottile stato d’ansia.
Chi volesse suggerirmi di farmi curare, sappia che ha ragione.
Comunque sia, mentre davo la pappa al nero, il grigio è riuscito a cogliere di sorpresa Jurassico: non appena questi ha dischiuso la porta dalla sala da pranzo, l’esagitato gli è sgusciato fra le gambe, galoppando sino al centro del tappeto del salotto. Immediatamente utilizzato per una robusta aggiustatina agli artigli.
Prontamente catturato, l’animale è stato defenestrato. Il nero, terminata la colazione, gli ha gettato uno sguardo sdegnoso, andandosene poi con aria schifata.
Questi giovani… sembrava pensare.
Ultimo atto, la terrazza. Ivi è mio costume battere il post per il blog: appena messo piede in loco, ho notato l’assenza della tovaglia cerata, sopra il tavolo. Scomparsa senza lasciare traccia.
Ora, la terrazza è grande, ma non offre molti nascondigli: mentre giravo lo sguardo a caccia di indizi, un’idea mi ha attraversato il cervello. Il tavolo da pingpong. Spostato il moloch, ho trovato la povera tovaglia che giaceva lì dietro, devastata. Effetti delle mezze trombe d’aria che spazzano il nostro territorio, con frequenza sempre crescente.
Dopo averla raccolta e distesa, mi sono accinta a scrivere quanto sopra. Salvo restare a secco con la batteria dopo un quarto d’ora, ed esser costretta a ripescare il caricabatteria dal fondo del cassetto dove l’avevo lasciato, convinta di avere energia sufficiente. Almeno per aggiornare il blog.
Invece, a quanto pare, ho un problema energetico a vari livelli, ultimamente. Chissà che arrivi presto il 15 Luglio, data della partenza per le nostre vacanze.
Mi sa che quest'anno sono un'esigenza vitale, per chi scrive.