giovedì 30 giugno 2011

Una giornata densa di eventi

Ci sono giornate in cui succede veramente di tutto. Ieri è stata una di queste.
La notizia numero uno l’ho messa in prima pagina, già ieri sera: dopo averci fatto circolare con le dita incrociate per un tempo considerevole, la nostra comune amica Mrs.G ci ha sollevati dallo stato sospensivo.  Con una gran bella notizia .
Ma anche tu, Mrs,  proprio a dieci ore di fuso orario di distanza devi abitare? Che vai dal dottore al mattino, ma per noi è quasi mezzanotte??? ‘Sti cervelli in fuga, mannaggia…
;-)))
La notizia numero due è che Mpc si è venduta la macchina, mentre Jurassico si è fatto il coupé. Usato, magari, ma non sgarrupato.
Ha trovato uno squalo d’occasione, con tanto di branchie e cambio automatico, un numero di cavalli imbarazzante e un motore sei cilindri. Un’auto che ronfa come un gatto, scatta come un giaguaro e fila che ti sembra di stare su un tappeto volante.
Come avrete intuito, la qui presente desperate housewife ha già deciso che la spesa si andrà a fare solo con la macchina nuova: anche perché l’alternativa sarebbe il semicatorcio dei ragazzi, con fiancata rientrante e discarica incorporata. Per quanti tentativi faccia l’informatico di tenerla pulita, sembra che essa attiri fazzoletti sporchi, involucri misti e bottigliette di recupero. La trattano, quasi inconsapevolmente, come una filiale della loro camera da letto. Con le conseguenze che potete immaginare.
Comunque sia, ragazzi, abbiamo la macchina nuova.
Per l’occasione, ho approfittato delle svendite da Stefanel – già iniziate: 30% di sconto. Come resistere? – mi sono comprata un vestito col quale amoreggiavo a distanza da mesi, l’ho indossato per l’ora di cena, e siamo partiti. Io, l'amato bene e lo squalo: romantici fino al midollo, ci siamo diretti difilato al ristorante che, secoli fa, vide i nostri sponsali. Va da sé che l’abbiamo trovato chiuso per turno.
Paperino e Paperina hanno colpito ancora.
Il tentativo numero due è stato una vecchia osteria, dove ricordavo andavamo a mangiare frittata e fagioli, molti anni fa: ci serviva in tavola una signora più larga che lunga, dall’aria sempre imbronciata, che girava per i tavoli in grembiulone da cuoca, brandendo minacciosa un cucchiaio di legno. Però cucinava la più stupenda frittata di tutta la Pedemontana.
Appena messo piede all’interno, ci ha accolto un cameriere molto gentile e azzimato, incaricato di condurci su una deliziosa terrazza. E’ seguita una straordinaria cena a base di pesce ed eleganza – meno male che mi ero vestita decentemente per festeggiare la macchina… Diversamente, giusto a fare la lavapiatti mi avrebbero messa, in un posto così!  –  che ci ha lasciato sazi ma squattrinati. Il livello del locale si è elevato: in tutti i sensi.
Paperino e Paperina allo sbaraglio.
Troppo felici della nostra nuova quattroruote per deprimerci, abbiamo girellato per un’oretta fra tornanti e salite, per testarne la tenuta di strada.
Qualcuno, però, avrebbe dovuto testare la nostra, tenuta. Mentale. Dimentichi che, da brava auto sportiva, la belva ha il cambio automatico, siamo incappati, a turno, nello stesso errore. Svoltando a sinistra, abbiamo usato il nostro piede sinistro. Come dire che abbiamo scambiato il freno per la frizione: quasi decapitando il coniuge, seduto al nostro fianco. Prima io, poi lui.
E meno male che dietro non ci tallonava nessuno…
Ci vorrà qualche giorno, per abituarsi alla novità.  A tale proposito, come sempre, sono tornata sui miei passi. “Non mi piace, il cambio automatico!” ero solita dire, prima di provarne uno. Ora, mai più senza: le mie solite certezze di burro, che si squagliano al sole della realtà. Se le Ferrari ce l’hanno, un motivo ci sarà…
Ed ora, una notizia che – forse – interesserà un paio di voi. E’ in uscita la… storia della mia vita. Essendo la suddetta quasi un romanzo, tale l’ho fatta diventare: in uscita a fine luglio, è visionabile all’indirizzo che metto in calce, attivo appunto da ieri. Indirizzo che vi rimanda, volendo, all’anteprima di lettura. Se qualcuno di voi dovesse avventurarsi fra le pagine dei miei esperimenti letterari, rimanendone deluso, è autorizzato a riempirmi di improperi in questa sede. Certi errori vanno stroncati sul nascere.