martedì 14 giugno 2011

Mi dimetto da madre

Lettera di dimissioni

Con la presente la sottoscritta, Mamma per Caso, nata troppi anni fa per resistere ancora, in un luogo imprecisato del creato, ma abbastanza lontano da qui da pensare di ritornarci, rassegna le sue dimissioni da madre di: Informatico, Filosofo, Elastigirl e Gaglioffo.
Avendo riscontrato la propria inadeguatezza rispetto ai gravosi compiti che tale ruolo le impone, la firmataria informa le Signorie Loro di cercarsi un’altra mamma, più tonica e stenica della qui presente ronzina sfiatata.
Signori, mi avete spolpata.
Sono stufa di dispensare buoni consigli, per vederli registrati, protocollati e subito archiviati, in attesa di essere estratti dallo schedario solo quando non servono più.
Sono esaurita nel vedere che avete tutto il tempo del mondo, e vi riducete sempre all’ultimo secondo, per poi galoppare come cani da corsa, dietro a un osso che non acchiapperete mai.
Sono logorata dalla finzione di credere alle vostre versioni addomesticate della realtà, che mi propinate per evitarvi rimbrotti e indicazioni tanto scomodi quanto sensati.
Non ne posso più di raccogliere in seguito i vostri cocci, rimetterli insieme con la colla del mio amore, proteggerne la fragilità con la mia pazienza e tutelarne l’integrità con la mia saggezza. Riconosciuta come tale solo se postuma, ça va sans dire.
Sono stressata dalle vostre disdette per la cena, comunicate a pentole stracolme e tavola già apparecchiata; prosciugata dalle vostre esigenze dietetiche mutevoli, dalle vostre idiosincrasie risibili, dai vostri capricci, gabellati per giuste pretese, e dal vostro stile di vita da branco di Gremlins.
Sono snervata dal trovare sempre a zero le scorte, senza che nessuno si degni di avvisarmi; sono seccata di esser costretta a trovare nascondigli sempre nuovi per le mie cose, o in alternativa di vederle sparire dal loro posto, per non  ritornarci mai più.
Sono arcistufa di assolvervi dai vostri peccati di pensieri, parole, opere, omissioni e connessioni.
E’ giunta l’ora della penitenza.
Dopo anni di finto-tontismo, per non esser costretta a riprendervi sempre, vi informo che mi sono scocciata. Io vi vedo. Ma non ne posso più di quello che vedo.
Dal momento che di ascoltarmi non se ne parla, arrangiatevi senza di me.
Con la presente rassegno dunque le mie dimissioni irrevocabili, ad effetto immediato.

Buona fortuna, gente: fate quello che volete della vostra vita. Io mi riprendo la mia.

                                                                        In fede

                                                              Mamma per Caso


Ebbene sì. Sono una donna previdente: mi preparo sempre tutto prima, contrariamente ai miei rampolli, e prevedo ogni possibile disastro. Abitudine che mi ha consentito di sventarne più di qualcuno, talora di dimensioni catastrofiche.
Ora stamperò questa lettera, la piegherò e la riporrò in un cassetto.
Indi, mi posizionerò in un buon punto di osservazione e controllerò le mosse delle belve. Dovesse essere necessario utilizzarla, non dovrò fare altro che riesumarla: sarà un sollievo, liberarmi da un mestiere oneroso, con orari impossibili, mansioni improbabili e, soprattutto, retribuzione ZERO. Chissà a cosa pensavo, quella volta che ho accettato l’impiego.