mercoledì 18 maggio 2011

Brillante futuro in vista


“Pronto, mamma, sono io. Ti devo raccontare com’è andata a scuola!”
“Ma dove sei?”
“Sono già dalla nonna. Ero a pranzo da lei, che poi mi porta a tennis, ti ricordi…?”
“Sì, ma non ti ho nemmeno visto passare per casa.”
“Ci sono passato, ma di volata. Mio fratello mi ha chiuso fuori per vendetta…”
“?”
“Avevo dimenticato le chiavi…”
“Ah, ecco, appunto. Farà parte della campagna di rieducazione dell’addormentato vivente…”
“Sì, ma adesso devo giocare a tennis con i calzoni lunghi!”
“Ossignore, fammi un bene, ripassa di qui prima di partire e recupera la divisa leggera, sennò mi fai un colpo. Dimmi cos’è successo a scuola, piuttosto.”
“Ho preso otto e mezzo in geografia!”
“Scusa, scusa, aspetta un secondo che mi siedo. Ho capito bene? Otto e mezzo in GEOGRAFIA???”
“Già. Incredibile, vero?”
“Scusa, hai preso un colpo in testa? Ti senti bene? Devo farti fare una TAC?”
“Ahahahah, mamma, lo sapevo che l’avresti presa così!”
“Ma resti così, rovinato per sempre, o torni omissis com’eri prima…?”
“No, no, mamma, mi sa che stavolta l’ho capita veramente!”
“Che notizia storica. Adesso vai in campo che io vado a riprendermi dallo shock…”
Raggiungo il maggiore, chiedendo spiegazioni circa la defenestrazione del rampollo. Le mie ipotesi risultano confermate, con l’aggiunta del dettaglio della finestra. Nel tentativo di forzare il blocco, il giovane ha cercato di spalancare la finestra, aperta a vasistas. Dopo il gatto, ci si mette lui: quell’infisso avrà vita breve, se non provvedo a diramare istruzioni circa il suo uso corretto.
Arriva l’ora di cena, consumata sulla terrazza che dà sul giardino, con la partecipazione speciale di papà Jurassico.
“Papà, ti ha detto la mamma del voto di oggi?”
“Sì. Hai preso un colpo in testa?”
“Me lo ha chiesto anche lei…”
“Sarà un miracolo? L’illuminazione dello Spirito Santo? La Cresima ha fatto il miracolo…?”
“Boh, può darsi! Vale, mi dai un po’ di pane?”
Io, subito: “Vai a prendertelo, no?”
“Sono scalzo…”
“Il pane è in cucina, mica in strada.”
La sorella, senza far motto, gli elargisce un tozzo di pane: “Grazie, Vale, come sei generosa… Mmmmm, che cosa morbida c’è qui…” continua, convinto di avere un gatto fra i piedi.
“E’ la mia pantofola!” obietta la Miss.
“Oddio, sto facendo piedino a mia sorella!!! Che orrore…” scatta il gaglioffo, facendo un salto sulla sedia. Quindi, rilascia una dichiarazione improvvisa: “Mamma, vorrei una web-cam!”
“E che te ne fai?”
“Ci parlo con i miei amici. Con quello di Roma, soprattutto: sarà come parlarsi di persona… quasi!”
“Ah… Vedi tu: tanto, semmai, te la prendi con i tuoi risparmi”
“Mhm. Ci devo pensare. Se poi la accendo e quello lì” indica il fratello filosofo, impegnato a pulire un’orata “entra in camera seminudo?”
“Non è un’ipotesi così peregrina…” rispondo io.
Ghigno mefistofelico dell’interessato. Continuiamo a mangiare, fra lazzi e mezze risate, con i felini che imperversano in giardino, passando di tanto in tanto a verificare se c’è qualcosa anche per loro.
“Matteo, dai da mangiare ai gatti!” dispongo io, iniziando a sparecchiare.
“No.”
“Guarda che ti uccido…”
“Non ci credo. Proprio adesso che stai ottenendo il tuo scopo – un figlio bravo a scuola – mi vuoi sopprimere?!”
Stravolta, mi rivolgo ai suoi fratelli: “Ma lo vedete, che manipolatore? Rigira sempre i discorsi a suo favore…”
Interloquisce papà: “Benissimo. Gli faremo far carriera come politico!”
“Avrebbe un futuro sicuro!” ribattiamo, più o meno in coro. Nel frattempo, il futuro politico nutre i pelosi.
La cena si conclude con un fuoriprogramma: cioccolatini.
“Una mia paziente me li ha portati oggi. Sono svizzeri: buoni, eh?” fa Jurassico.
Io sono già con la bocca piena e travolta dai sensi di colpa.
“Meravigliosi. Però poi si va a camminare, eh? Che tu non creda di portarmi a casa tentazioni simili e di piantarti poi sul divano…”
“Va bene, va bene…” ridacchia lui. Sette chilometri, ci faremo. Di buon passo.
Ma prima di uscire, si sistema la cucina: mi aiuta il solito noto.
“Mamma, sei orgogliosa di me?”
“Certo!”
“Oggi mi sento molto geologo!”
“Ieri eri un fisico, se non sbaglio...”
“Mhm. Un geofisico, diciamo!”
Già. Un geofisico. Con discrete tendenze telluriche, direi.