domenica 10 aprile 2011

Cucina all'aperto


Dopo mesi di brume deprimenti e temperature sconfortanti, la natura ci è alfine propizia: il tepore dell’aria ci spinge fuori dalla Stamberga, come tante lumache che fanno capolino dal loro guscio. Il giardino è stato tirato a palla, la terrazza resa vivibile, le nuove piante messe a dimora e, soprattutto, è stata riattivata la nostra amata Enteprise. Ovvero, la griglia da esterni: un fiammante monoblocco d’acciaio che fa bella mostra di sé, accanto alla casetta degli attrezzi. Dopo lo schianto del terzo barbecue di mezza tacca, Jurassico ha ruggito: “Voglio solo il meglio!”. E così la suddetta astronave è planata nel nostro giardino.
Durante i mesi in cui non rischio di brinare, mentre cucino le costicciole, la faccio lavorare più di un Marine in un campo di addestramento: carne, pesce, verdure, persino il pane. Ci arrostisco un po’ di tutto.
Ieri sera l’ho estratta dalla sua custodia, ammirandone l’impeccabile lucentezza, e l’ho accesa, per preriscaldarla. Dieci minuti dopo, mentre uscivo dalla cucina reggendo quattro orate, sacrificate sull’altare della cena della Famiglia, uno sfrigolio sospetto mi ha messa in allarme. Mi sono voltata, per scoprire con orrore che una barriera di fiamme alta un metro si levava dalla griglia: qualcuno aveva scordato che le cose da pulire, oltre a un sopra, hanno anche un sotto. E aveva lasciato le vasche – quelle sottostanti, appunto – piene di grasso: da fiammante a fiammeggiante non c’è che un passo, a Casa per Caso. Mi sono tuffata a pesce – non pensavo andasse così la mia cena ittica, lo confesso… - spegnendo il gas. Il fuoco non ha perso un filo di energia, com’è ovvio; a questo punto, mi sono affacciata in casa, berciando: “Giuseppe, vieni ad aiutarmi!”
Il tono acceso (!!!) deve avergli fatto capire che, stavolta, la convocazione non era per fargli apparecchiare tavola: si è precipitato. Per mia fortuna, il marito è abituato a gestire le emergenze: con mossa fulminea, ha afferrato uno stivale da giardino, l’ha riempito d’acqua e l’ha trasformato in un perfetto estintore. Incendio domato in un fiat. Poi c’è voluto un po’ per domare lui, ma era prevedibile: non ci si può aspettare una reazione composta, da parte di un uomo che ha appena rischiato di vedere la moglie saltare in aria. Per quanto allenata possa essere, dubito che dopo un evento del genere sarei atterrata pimpante.
Superato lo shock e raffreddate le lamiere, ho preparato la cena: ci siamo scolati un’intera bottiglia di Traminer, per brindare alla mia incolumità.
Stamattina, alle sette, ero già fuori: sfoggiavo un camicia da notte sexy, mascherata da una vestaglietta in cotone no sex, sovrastata a sua volta da una falda tirolese, decorata dal logo di un celebre vino trentino. Parevo una cuoca sudtirolese, dedita all’alcol: definizione non poi così distante dal vero. Così conciata, ho provveduto personalmente alla ripulitura della mia astronave: non vorrei finire in orbita sul serio, alla prossima grigliata.
Alla fine, sono riuscita a rasserenare Jurassico. Gli ho fatto osservare che, in fondo, è un uomo fortunato: nonostante la consorte sia in quota menopausa, ancora gli garantisce serate di fuoco. Non è da tutti.