mercoledì 16 marzo 2011

Una vita in overclock

Pare facile. Par facile star dietro a tutto: tasse incalzanti, scadenze imprescindibili, vomiti incoercibili e scorte ultralabili. Nel senso che io le creo,  loro le distruggono: nell'ombra, però. Furtivi e silenziosi, sono come le termiti: dove passano, non rimangono nemmeno gli occhi per piangere. Dalla cancelleria agli alimentari, dalla benzina al cibo per gatti, mi mandano in riserva con tutto. Inclusa la pazienza. 
La Bicocca risuona sempre di grida belluine: "Chi cavolo ha svuotato il serbatoio???Non ho il tempo di fare benzina, adesso!!!" Meno male che, almeno, chi può contribuisce alla spesa, per i derivati ottanici: ma di farla, la spesa, anche solo di latte e dintorni, non se ne parla proprio. L'unica che riesce a ritagliarsi il tempo per uno sprint al super è, da sempre, la sottoscritta.
Pazienza. Ormai ci sono abituata: corri, corri, corri, almeno mi mantengo in forma.

Unico problema, il database dei miei impegni sta intasando il mio disco rigido: ogni tanto, il sistema dà segni di cedimento. 
Ieri, per esempio, andavano in scena gnocchetti tirolesi con pesto alla siciliana: perfetta metafora della premiata ditta Jurassico & Mpc. Rimane da capire perchè mi sia ritrovata a pesare la pasta, vagando alla disperata ricerca di una cipolla superstite. Esaurite anche quelle, per la cronaca. Forse la mancanza di sonno...
Difatti, la notte non dormo. O, meglio, dormo, ma mi sveglio di soprassalto.  E vengo regolarmente  percossa dalla consapevolezza di non aver messo fuori il pattume. Una presenza fissa, nella mia esistenza: scandita dal passaggio dei vari camion, vetro, plastica, secco, carta, umido... Che vita romantica. 
Comunque sia, anche stanotte un fantasma vagava nottetempo: occhio da gufo, infagottata in un accappatoio del marito, sovrastato dal primo soprabito capitato sottomano,  uscivo all'addiaccio per trascinare fuori un pesantissimo bidone, straboccante di vetro. Lo sforzo, unito al nervoso per le circostanze irritanti,  mi rendevano il clone di Hannibal Lecter. 
Meno male che a quell'ora i miei vicini sono a letto; ne avessi incrociato uno, avrei distrutto l'ultimo brandello della mia reputazione di signora carina e gentile.