mercoledì 31 ottobre 2012

Numbers



Ovvero: la Passione secondo Matteo.
Passione, non passione: dopo una confortante serie di buoni (quando non ottimi) risultati, ecco che arriva la prima legnata.
Non c’è nemmeno bisogno di dirlo: matematica. Con i numeri mio figlio ci fa davvero a botte.
Meno male che ci sono i corsi salvagente: quasi quasi chiedo se ne fanno uno anche per madri disperate…
Anche se, in realtà, disperata non lo sono. Non più, almeno.
Ieri il gaglioffo è tornato da due ore di lezione pomeridiana con le idee molto più chiare in materia. Almeno ora sa cosa non sa: è già qualcosa. A questo aggiungiamo che i buoni risultati nelle altre materie lo incoraggiano a battersi per superare anche l’ultimo scoglio, e possiamo continuare a coltivare la speranza.
Nel frattempo, mi dedico al giardinaggio. In caso di depressione, c’è sempre la gramigna: scendo nel prato e mi metto a strappare erbacce. Attività distruttiva il giusto (così evito di spaccare qualcosa per il nervoso. Soprattutto la testa di Mr. Numbers…), sfiancante quanto serve (dopo due ore e mezzo è facile si presenti qualche sintomo di paresi) e dolorosa quanto basta. Se ti dolgono schiena, braccia e gambe come se ti avessero pestata con un randello, avverti meno la sofferenza per le randellate morali.
In coda all’episodio, gli racconto come il mio primo compito di greco (una versione di una facilità assoluta, tradotta dall’intera classe senza sforzo alcuno) sia stato un fantastico quattro.
“Accidenti! Come ha reagito la nonna?”
“Con il sarcasmo. Dopo pranzo, all’una e mezzo, mi sono seduta a leggere in salotto. Ero mogia come un cane bastonato. Lei arriva, mi indica a mio padre con aria sprezzante, proclamando: <Guardala lì! Legge,  invece di studiare greco!>. Uno dei momenti della mia vita nei quali l’ho detestata di più… Avessi dato retta ai miei nervi, non avrei studiato più solo per farle dispetto!”
“In effetti…” commenta il nostro, cogitabondo.
Dopo poco, lo becco seduto sul suo letto, intento a sfogliare il libretto scolastico dell’anno scorso: un cimitero di tre, quattro e persino due da farti sentir male. E non ci sono nemmeno tutti, i pessimi voti del suo curriculum: su alcuni sorvolava, l’infingardo.
Fissato alla copertina, c’è un biglietto della sottoscritta: Lo mandiamo al macero o lo teniamo lì, per goderci la gioia delle prossime verifiche? Bacio M.
Ci guardiamo.
Non dico una parola, ma la mia faccia dev’essere comunque eloquente.
L’uomo solleva una mano, dichiarando deciso: “Tranquilla, mamma. Non ci ricasco. Quest’anno è tutta un’altra storia, vedrai!”
Ecco: questo è il momento in cui un genitore deve fare appello a tutta la sua forza d’animo. Se riesci a dar fiducia lo stesso a un figlio, nonostante tutto, gli regali quello sprint che gli serve a completare il giro di boa. Nel frattempo, però, a te rimane solo il doping: ergo, ora vado a farmi la terza tazza di caffè!

martedì 30 ottobre 2012

Depressione & polpette



Accidenti. Qualche volta  non so proprio come fare per consolare le persone alle quali voglio bene. Figli inclusi.
Un abbandono, il tradimento di una persona cara, una grossa delusione scolastica o lavorativa, la morte di una persona amata: c’è chi piange, chi si chiude in se stesso, chi ne parla, chi rifiuta persino di sfiorare l’argomento.
C’è chi apprezza il tuo rimanere in disparte, in attesa di un cenno che autorizzi un cauto avvicinamento. C’è chi invece ha bisogno di averti sempre attorno, chi non vive senza le tue telefonate e chi detesta il telefono, apprezzando tuttavia un costante scambio di mail.
A volte districarsi è difficile, sbagliare comportamento molto facile, indovinare la cosa giusta da fare, nel momento esatto in cui andrebbe fatta, quasi impossibile.
Ogni tanto, oltre alla bacchetta magica per risolvere magicamente tutte le difficoltà (mie e altrui), mi piacerebbe possedere anche una sfera di cristallo, per interrogarla sul da farsi nel mezzo di quel ginepraio che chiamo la mia vita.
C’è solo una cosa sulla quale so di poter fare affidamento: la buona cucina. Una fetta di focaccia, una terrina di pastasciutta, persino una  pila di polpette ben fritte: e su tutti i volti fa capolino un timido sorriso. 
Intuire che qualcuno ha spignattato per te, in un momento nel quale sei abbattuto, ha il potere di farti sentire amato e coccolato. 
Azione antidepressiva della cucina sana: chi l’avrebbe mai detto, quando da pischella studiavo Chimica degli alimenti?


lunedì 29 ottobre 2012

Anticipo d'inverno



Sabato sera:  un caminetto acceso, un Jurassico cuoco per una sera, grigliata e castagne a volontà. E per concludere, focaccia ancora tiepida di forno.
Tutti presenti all’appello, gatti inclusi: a volte anche le serate fredde e scure hanno i loro lati positivi.

venerdì 26 ottobre 2012

Tema d'Italiano



“Sono disperato. Non so cosa scrivere!”
“Eddai, riflettici un po’ sopra. Vedrai che qualcosa ti viene.”
“Tu non ti rendi conto. Dovrò inventarmi tutto di sana pianta!”
“Mi sembra una tattica rischiosa… Ma che diavolo di titolo vi ha dato?”
Dopo l’ennesima litigata con i miei, mi rinchiudo nella mia camera e inizio a scrivere: < Caro diario…>”
“Ecchediamine!”
“Ecco, appunto. A parte che se mi rinchiudo non è certo per scrivere, semmai per giocare ai videogame, ma il problema è un altro. Quando mai litighiamo, noi?!”

Per una volta nella vita, sono oltremodo orgogliosa del fatto che mio figlio non abbia argomenti da sviscerare in un tema d’Italiano.
Casomai, gli darò qualche utile suggerimento, tratto dalla mia viceversa consumata esperienza in tal senso. E non certo nel senso di diario...

giovedì 25 ottobre 2012

Tempo di compiti in classe



La Miss è sotto pressione, il gaglioffo ne ha ormai uno al giorno, il filosofo ha delle frequenze a orari allucinanti…
Perché le loro vicende mi devono prendere alla bocca dello stomaco in questo modo?
Riuscirò mai ad avere un approccio inglese alle vicissitudini scolastiche dei miei figli?
Niente da fare: con loro faccio l’indiana. Ma appena sento sbattere quella porta alle loro spalle, mi parte il film. Dell’orrore, ovvio: e più li vedo bene, preparati e convinti, più ho paura che qualcuno me li demotivi.
Saranno i traumi del passato che riemergono?
Io a certi personaggi contesterei il danno biologico, mannaggia… Ma non per avermi rovinato i ragazzi: per aver guastato me!