giovedì 19 marzo 2020

Festa del papà... whatever it takes

"Auguri, amore! Veni qui, che ti do un bacio..." 
"Ma... Perché?"
"E' San Giuseppe, tesoro! Il tuo onomastico e la festa del papà!"
Baci, abbracci, foto, ipotesi alcoliche e profferte alimentar-trasgressive per la serata, il tutto trascinandomi dietro i due malcapitati figlioli, svegli da poco e a dir poco perplessi dal mio inconsueto attivismo mattutino. 
"Isolamento o meno, in questa famiglia si festeggerà! Userò quello che ho in casa..." 
Tanto, io ho sempre scorte alimentari per un reggimento, e un frigo cantina in salotto. Ho detto tutto. 
Presa da sacro furore, cucino mezzo metro abbondante di pizza al taglio, squarcio buste di patatine a volontà, appronto stuzzichini vari e mi preparo a riempire i bicchieri con il mio famigerato spritz, detto pigna per la capacità di stenderti. Tipo pigna in testa, appunto. 
I ragazzi scendono lentamente le scale, mentre Giuseppe vaga per la cucina, sempre più perplesso. 
Io, invasata, sembro la dea Kalì: piazza quello, metti lì, togli là, versa, scosta, dove ho messo le presine...
Si leva la voce di Jurassico: "Ma... che giorno è oggi? Venerdì?" 
Io: "Oggi? Boh? Mercoledì? Giovedì? Chenneso, ho perso il conto! Perché?" 
"No, così... Perché sarebbe mercoledì."
"Embè? Devi andare da qualche parte?"
"No... E' che oggi è MERCOLEDI' 18. San Giuseppe è domani!" 
"..." 
Scatta l'applauso generale: "Complimenti mamma!!!", "Sempre lei...", "La Karli!", "La non-festa di onomastico..." 
Jurassico se la ride sotto i baffi, sornione, mentre io finisco sepolta dagli sfottò. 
Stasera si replica. La pizza era enorme. E io, comunque, alla festa non rinuncio! 
Whatever it takes. 
Tiè! 



domenica 23 febbraio 2020

Coronavirus

A tutti quelli che "ammazza quanto un'influenza! Ci sono X morti per l'influenza e nessuno ne parla... Finitela!" 
Dell'influenza nessuno ne parla perché NON SERVE PARLARNE. 
Per l'influenza esiste il vaccino: lo si fa ai soggetti a rischio, ai loro familiari e agli operatori sanitari, e così si limitano i decessi. 
Non è necessario creare allarme per una patologia conosciuta, dal comportamento accettabilmente prevedibile, per la quale si può fare profilassi. Vedete che quando muta, si inizia a parlare di pandemia, perché il vaccino in quel caso funziona meno, e quindi se ne parla. Eccome se se ne parla! Solo che poi ce ne dimentichiamo...
Qui, gente, il vaccino NON C'È. Pertanto, l'unico modo di proteggere le persone a rischio è CONTENERE L'INFEZIONE. 
E per riuscirci bisogna PREVENIRE IL DIFFONDERSI DELLA MALATTIA. 
Quindi, meglio che se ne parli, perché di gente che non sa come comportarsi ce n'è ancora troppa. Così come è troppa la gente che se ne frega: già, perché le persone a rischio sono migliaia. 
Quindi, se non si impedisce al virus di diffondersi, questo fa una strage. Li ammazzerà a centinaia, come sta succedendo in Cina. 
Pertanto, tu che non hai paura di prenderti il coronavirus e fai lo splendido, che tanto anche se te lo becchi chissenefrega, purtroppo lo diffondi. E se anche tu non muori, metti a rischio, tra chi incontri,  tutti quelli che stanno meno bene di te, per i quali il rischio di restarci secchi è molto, molto più consistente che per te. E comunque sappilo, fenomeno: se hai sfiga finisci in rianimazione pure tu. Il paziente 1 ha 38 anni, e stava benone, prima. 
Quindi, se siete stufi di sentirne parlare, spegnete la tv. Però,  per favore,  lavatevi le mani. E se non vi sentite bene, seguite le indicazioni del Ministero della Salute. 
Senza morire di paura per niente, ma senza nemmeno sfottere chi sta cercando, con uno sforzo titanico, di controllare la diffusione di un'infezione potenzialmente molto, molto dannosa. 
Mai come in un caso come questo,  l'ignoranza UCCIDE.