domenica 22 gennaio 2017

Sniffer e minacce di morte

Punto primo: da giorni sono a letto con la febbre. Non appena restituito il Jurassico alla vita attiva, ecco che si schianta Mpc. E fin qui vabbè, guarirò. 
Il problema, al solito, è lui. L'amore della mia vita, come lo definirebbe il gaglioffo. 
Il quale amore della mia vita ieri pomeriggio decide di sistemare il camper, per prepararlo a nuove avventure. Nel frattempo, la sottoscritta giace nel suo letto di dolore, stretta a una boulle e con una pila di coperte addosso. 
Il nostro, dopo un insistente rimestare, giunge in camera da letto, berciando qualcosa come: "Accidenti a chi mette ordine! Quando hai vuotato il camper hai fatto sparire lo sniffer e la pinza amperometrica. Che fine hanno fatto?" 
Vi lascio immaginare la mia faccia. Manco so di che stiamo parlando. Gli suggerisco di controllare nel gavone sottopavimento, e attendo che mi scenda la febbre. In preda a una crisi di nervoso, l'individuo sfoga in vario modo la sua irritazione, tanto da spingermi, appena riesco a sollevarmi dal letto, a rivoltare gli armadi dove avevo riposto il materiale da campeggio. 
Di 'sta roba manco l'ombra, ovviamente. 
La giornata si conclude con lui che si corica imbronciato, brontolando contro chi gli nasconde il suo materiale, e me che sopporto stoicamente, dopo aver scoperto, tra l'altro, che nel mio armadio per le scorte hanno fatto la loro comparsa tutta una serie di oggetti ingombranti e inutili, provenienti dalla casa di suo padre, che non sapendo dove mettere, nel suo incasinatissimo studio, ha nascosto lì a mia insaputa. Sono troppo debole per ammazzarlo, ma coltivo propositi silenziosi di vendetta. 
Stamani entro nel suo studio, e il mio sguardo viene catturato da due oggetti che assomigliano in tutto e per tutto a ciò che mi descriveva ieri. 
Vado da lui, chiedendogli se li abbia per caso trovati... 
Baccato. Li ha trovati, dove gli avevo detto di cercarli sin dall'inizio, e dove li aveva messi lui, di sua propria mano. 
Poichè sto vivendo un periodo funesto, nel quale devo sistemare un bel po' di casini da altri combinati, prendendomi anche un sacco di improperi per colpe in realtà commesse da chi mi accusa, sbotto. 
Mi rivolto contro di lui come una serpe, dandogli un ultimatum: alla prossima accusa infondata che si fa sfuggire, prendendosela con me per qualcosa che non ho fatto, avrò una reazione assolutamente spropositata. 
L'uomo, forse intimorito dalla mia reazione, sparisce alla mia vista, ma non per questo smetto di gridare: "Attento, perché finisci con il pagare per tutti quelli che mi hanno massacrata sino ad oggi. Ne ho due p@@@e di sopportare, sopportare, sopportare sempre! Bast..." 
E qui scoppio in una risata irrefrenabile, e ci abbracciamo ridendo. 
Quel malnato è ricomparso sulla porta, facendosi scudo con un libro. 
Questo: 
Come faccio a tenere il broncio a un uomo così??? 
Non avrò mai ragione di lui, mai...