venerdì 9 dicembre 2016

Ventidue

22. Che bel numero, regolare, tondo tondo. Tanti sono gli anni trascorsi da che i due ribaldi e la microba sono entrati nella mia vita. 
Una vita intera (quella della Miss) e quasi mezza vita mia. 
Ieri il Jurassico azzoppato mi ha svegliata con un bacio, quindi ha trascorso la giornata fissandoci tutti quanti con un amore e un orgoglio persino imbarazzanti. 
Mpc si è lanciata in una della sue solite sessioni culinarie, sfornando quattro pizze giganti e una torta di mele da mezza tonnellata. Poi, tanto per non smentirsi mai, ha ingaggiato una battaglia - persa - contro il fuoco nel camino, non riuscendo ad accendere nemmeno una misera cassetta di legno di pino. Epici i miei tentativi - falliti - di spezzare la suddetta cassetta a colpi di attizzatoio, imprecando contro la mia malasorte. Il gaglioffo voleva farmi un filmato e s@@@@rmi via Youtube. Il calore del focolare domestico è stato garantito dal pater familias, il quale in tre mosse è riuscito dove io avevo toppato. Come fa sempre, in tutto. 
L'allegra brigata, gatto incluso, si è così riunita una volta di più, nominando di continuo il Grande Assente, il nostro filosofo, attualmente con la testa sui circuiti a diecimila km da qui, ma in procinto di rientrare a breve. I suoi fratelli non vedono l'ora, e Matteo sta pianificando tanta di quella roba da fare con lui che gli basterà per le prossime sei vacanze italiane. Quanto alla Miss, è a capo del comitato di accoglienza e sta già affilando le armi, mentre papà, io e il fratello maggiore li osserviamo, sorridendo sornioni. 
Otto dicembre. Ogni volta ci ripenso, alla follia che mi ha preso quella volta. Il maggiore, ormai quasi mio coetaneo all'epoca del fattaccio, ieri mi ha comunicato: "Ora lo so. Ho raggiunto l'età per capirlo, e dirtelo: sei stata UNA PAZZA!" 
Vero. Tornassi indietro, mannaggia... Lo rifarei. E' stata in assoluto la pazzia meglio riuscita della mia vita.