venerdì 28 ottobre 2016

Fury

Ci sono lussi che non mi posso proprio permettere. Fare la crocerossina per dieci giorni, abbandonando la casa in mano al galioffo, è uno di questi. 
Per carità, non che abbia trovato chiari segni di devastazione; di incuria e abbandono assoluti sì, però. 
Va da sè che le due settimane a seguire sono state un delirio, per la sottoscritta: tra Jurassico da aiutare in tutto e l'arretrato di faccende accumulatosi, sono stata costretta a lucrare non dico sulla mezz'ora, ma addirittura sui dieci minuti d'avanzo, per mandare avanti il mio personalissimo cantiere casalingo. 
Non essendo, appunto, casalingo, l'amato bene non comprendeva le mie urgenze, non concordava con le mie tempistiche, si inacidiva nel vedermi fare questo o quello "proprio adesso". 
Complice una giornata no sul piano clinico, il nostro ha commesso l'errore di subissarmi di male parole mentre brandivo uno spazzolone e un secchio. Attività già sgradevole di suo, resa insopportabile dal suo improvvido intervento. 
Con un calore pari solo a quello col quale l'ho accolto all'uscita dalla sala operatoria, l'ho indirizzato dove Grillo insegna. Con un aplomb tutto inglese gli ho quindi suggerito di mantenere di lì in avanti un prudente silenzio, e con modi da lady gli ho suggerito cosa fare e come farlo. 
Il tutto, senza smettere di strofinare furiosamente il pavimento della cucina. Il quale pavimento, detto per inciso, era disseminato di resti alimentari provenienti dalla ciotola del gatto, residui che avevano quasi spedito me lunga distesa. Figuriamoci cosa sarebbe potuto succedere se, al posto mio, fosse stato Mr. Anca Sbilenca a slittare sul viscido...
Il gaglioffo, dal piano superiore, ha udito l'alterco, ed è sceso a valle. Ha trovato me che manovravo lo spazzolone come un'arma da guerra, e lui in equilibrio sulle stampelle, che mi fissava torvo. 
"Papà, smetti di rompere le palle alla mamma. Questa poveretta è da sola e deve tenere pulita questa casa (enorme) senza aiuto, dato che tu non puoi fare nulla e io non collaboro. Lei ha una routine, e tu devi rispettare i suoi tempi e i suoi spazi. Falla finita di polemizzare o te la vedrai con me!"
Dopo nemmeno dieci minuti, sul gruppo Whatsapp "Famiglia" compariva una frase minacciosa della Miss, che diffidava il padre dal rompere ancora. 
Non paga, la mia amata figlioletta mi ha telefonato di persona: "Mamma, papà ti rompe ancora le scatole? Digli che se non la smette, giovedì, quando arrivo, conoscerà la mia furia scatenata!" 
Matteo, ridacchiando, mi ha informata: "Mamma, voi non lo sapete, ma io e la mia amata sorellina siamo in COSTANTE contatto. Lei sa TUTTO! I corvi, dalle mura, osservano tutto..." 
Sarà dura, ma tutti assieme ce la faremo. Per ora, il plantigrado è tacitato. 
Il resto alla prossima puntata!