lunedì 5 ottobre 2015

Il sabato del villaggio

"E dopo mi chiedi perché passo il sabato sera on line con i miei amici..."
"In effetti, me lo chiedo. Perché?"
"Perché i miei migliori amici abitano almeno a venti km da qui."
"Ok, i tuoi compagni di merende ludico-informatiche, sì. Ma non ne hai altri? Abiti qui da sempre, accidenti, qualche vecchio amico con il quale uscire fisicamente, far quattro chiacchiere, insomma, una roba un po' meno virtuale di una chiacchierata in cuffia, no?"
"In effetti, qualcuno ci sarebbe. Ne ho trovati un paio giusto in settimana..."
"E...?"
"E. E mi hanno proposto di uscire sabato sera. Ho chiesto che c'era in programma: due opzioni. Una, andare a sfondarsi a bestia al pub, ubriacandosi di superalcolici. L'altra, andare a stordirsi di canne dietro a un centro commerciale... Ho risposto, grazie, no! Sono impegnato..."
"Ossignore... Vabenevabenevabenecosìstaipurealcomputerquantovuoi!!!"

Commento: e questa sarebbe la nostra bella gioventù. Da questa matrice uscirà la classe dirigente di domani... Dove andremo a finire? 
Ecco, appunto, parliamone. 
Dove siamo andati a finire noi, con le suore severe, le maestre cattive, gli allenatori spietati e i genitori eternamente arrabbiati? 
Calderoli (Vicepresidente del Senato): dito medio svettante in Parlamento 
Barani (Senatore della Repubblica): mima un gesto postribolare all'indirizzo di una collega, sempre in Aula del Senato
Se poi si spulcia a caso negli archivi della Rete, alla Camera non va meglio: un anno fa circa un tale Sorial (pentastellato) dimostrava grande rispetto delle Istituzioni dando del "boia" al Capo dello Stato, mentre un signor(ile) Mr.Dambruoso (Scelta Civica. Un nome, una garanzia) tirava uno sberlone a una collega M5S, signora Lupo. 
Che bell'esempio per i nostri ragazzi: le massime autorità dello Stato, i rappresentanti del popolo si comportano così nell'esercizio delle loro funzioni in Parlamento. 
Quando loro, poi, combinano qualche casino a scuola, ci pensano i genitori ad andare a difenderli presso le sedi opportune, accusando tutto e tutti d'incomprensione nei riguardi del pulcino mannaro, il quale nel frattempo cresce in sapienza, età e grazia. Disertando le lezioni, ignorando i libri, distruggendo proprietà pubbliche e bullando i più deboli. 
Tra una canna e l'altra, così si distende i nervi e affronta meglio lo stress della vita moderna, presumo. 

Ok, magari la cosa non riguarda me. I miei ragazzi rigano dritto - almeno finora- e quelli cresciuti sono venuti su benino. Io non tiro ceffoni alle signore al super, manco quando se li meriterebbero, e mio marito è persona lodata per i suoi modi corretti. 
Però viviamo in questa Italia qui, è qui che noi invecchieremo, ed è da qui che molti dei figli della nostra generazione probabilmente fuggiranno. I migliori, quelli che potrebbero migliorare la nostra società, quelli che la dovrebbero risanare. 
Che possiamo fare per migliorare tutto questo? Davvero non c'è un modo per le persone perbene di far pesare la loro voce? 
Che tristezza, santo cielo, che tristezza.