venerdì 17 luglio 2015

Mi rendo ridicola

Insomma, qui mi prendono in giro tutti. Il trio dei figli ancora a carico, occasionalmente ricomposto grazie al rientro dei maggiori, ha costituito una santa alleanza per sfottermi da mane a sera. 
Mi dileggiano per tutto: per gli abbracci che pretendo da quelli che non vedo mai, per i miei dolci preparati con tanto amore - vieni qui, Matti, mangia una fetta di questa torta allo yogurt... Sennò il tacchino si offende! - e, soprattutto, per le mie incoercibili ansie. 
Insomma. Un po' di rispetto, che diamine. Mio figlio parte per lidi ignoti e lontanissimi, mia figlia se ne va in giro per tutto lo Stivale, ospite a casa di perfetti sconosciuti per me, e io devo stare qui, tutta tranquilla e indifferente? 
Che mi lascino la mia quota di ansia materna, insomma! 
Invece, niente. Ogni volta che arrischio una raccomandazione, sottolineo un rischio, ventilo una possibilità negativa, quei tre mi subissano di improperi. 
Secondo loro sono un'ansiosa, fissata, maniaca catastrofista. E mi seppelliscono con una risata. 
Hanno ragione. Lo so, Ma non è colpa mia, mia hanno disegnata così... Con l'ansia a tempo indeterminato, la lacrima in tasca e la sindrome da crocerossina incipiente. 
Meno male che ho loro, i quattro dell'Apocalisse, a tenere a bada le mie manie con le loro sghignazzate. 
Ronzano per casa, preparando bagagli, stilando liste interminabili di roba da comprare e chiacchierando tra loro. Di tanto in tanto, si aggiunge al novero dei presenti anche l'Informatico, attirato dalla massiccia presenza fraterna sotto il tetto avito. 
La Stamberga sembra un alveare... Già m'immagino cosa sarà tra qualche settimana, quando qui dentro resteremo solo Jurassico e io. 
Poveretto. Mi dovrà rallegrare e, soprattutto, sopportare. 
Sto dando segni di squilibrio sempre più incipiente: più invecchio, peggiore divento. Anche come arredatrice. 
Entusiasmata da un pupazzo portato da Valentina da Milano, che mi ha ricordato i bei vecchi tempi andati (tempi nei quali la bambina chiamava il suo adorato papà Kermino), gliel'ho piazzato sul letto. Dove resterà, e guai a lui se lo rimuove. 
E pensare che fuori di qui è una persona rispettata... Vedi tu che moglie gli doveva capitare. 
Una suonata, niente da dire.