giovedì 23 luglio 2015

Intensa vita notturna

"Mamma, mi porti dai miei amici? L. è tornato dal Canada, vorremmo trovarci, farci raccontare tutto e passare un po' di tempo assieme... Dormirò lì."
"Ok, ti porto. Solo, stasera ci sarebbe la cena per salutare tuo fratello che parte... Ma la faccio più che altro per Davide e lo zio, che non lo vedono sempre. Vedi che ti dice tuo fratello."
"Aspetta che vado a vedere se la cosa lo ferisce... La famiglia prima di tutto!"
Borbottio indistinto. Poi, nettamente percepibile: "NESSUN PROBLEMA!!! Vai dai tuoi amici, vai..."
Il rendez vous ha dunque avuto luogo. 
"Ma... scusa, non ti porti qualcosa? Una maglietta di ricambio, una mutanda, almeno uno spazzolino da denti..."
"Mamma, scialla. Quando ho questo", e solleva un gioco da tavolo con la scatola  grondante zombi e sangue da far paura anche a Dario Argento, "io sto a posto. Io viaggio leggero!" 
"Sei un maiale..."
"Siamo tutti così. Tranquilla. Poi, nemmeno dormiremo!" 
Ventiquattro ore dopo, vado ai recuperi. Mezzi stravolti, gli animali escono in massa dalla tana, scamiciati e sorridenti. 
"Valeeeee!!! Ciao Vale!!! SMACK, SMACK, SMACK!"
Per la cronaca, ognuno di loro mi ha nominata la sua mamma in seconda. Sono piena di figlia adottivi veri, presunti e putativi, a questo punto. 
Durante il viaggio di ritorno, il nostro mi ragguaglia. 
"Hai visto le foto che ti ho mandato? L. ha dormito di traverso su due seggiole..." 
"Ho visto, ho visto. Siete al di là del bene e del male, ragazzi! A che ora vi siete addormentati?"
"Alle quattro. Dopo che è passato il padrone di casa a salutarci."
"Rientrava da una serata?"
"No. Era tutto azzimato, elegante e stava andando al lavoro. Ci ha detto che l'avevano chiamato e doveva andare a fare delle epigrafi!"
"Accidenti. Ultimamente, ho spesso a che fare con le agenzie di pompe funebri. Mi sono resa conto che stanno messi peggio persino dei medici, quanto a orari!"
"Taci, va'. Si è fermato un po' a filosofeggiare con noi, poi è uscito. Dopo dieci minuti, mentre sonnecchiavamo sul portico, sbuca lo zio dalla siepe e chiama L. Ehi, L., papà c'è?No, è andato a fare le epigrafi... Ok, allora ci parlo domani. Buonanotte! Noi eravamo senza parole... Questi girano di notte come fossero le undici del mattino!"
"Vita notturna coatta, figlio mio. Ce n'è di gente che vive così..."
"Anche noi abbiamo avuto una notte intensa, però!"
"Perché?"
"Ci è entrato in camera un merlo. Per poco non moriamo lì dallo spavento, così facilitiamo anche il lavoro al papà di L..."
"E che ha fatto, la bestia?"
"Aveva più paura di noi. Prima l'ha fatta sulla scrivania di L., poi svolazzava di qua e di là. Allora ci siamo messi a inseguirlo: uno teneva aperto uno scatolone, l'altro stava pronto col coperchio, il terzo lo sospingeva verso la scatola. L'abbiamo acciuffato e poi rilasciato in giardino. Che notte, ragazzi!" 
Certo che con notti bianche così, posso stare tranquilla. Non dico i carabinieri, ma nemmeno la protezione animali verrà mai a bussare alla mia porta, chiedendomi: "E' suo figlio questo...?"
Un bel conforto. Sarà matto, ma almeno mi fa vivere tranquilla.