giovedì 5 giugno 2014

Il mio aiutante è rientrato alla base

Dopo dieci giorni di assenza, mio fratello è tornato alla nostra consueta routine, ritemprato e rilassato dalla breve vacanza. Durante il nostro rituale caffè mi ha raccontato un po’ di cose, chiedendo poi con un sorriso se mi fosse mancato: “E allora? Il tuo braccio destro ti è mancato? Anzi… visto che sei mancina, diciamo il tuo braccio destro e pure sinistro!”
“Sì, in effetti mi sono accorta della tua assenza. Però mi sono organizzata, non ti preoccupare… Avevi bisogno di un po’ di ferie! Ero contenta a saperti in giro a divertiti.”
“Io non ti ho mai dimenticata, sai?”
“E grazie! Mica ero morta…”
“No, intendo dire che ti ho pensata spesso. Diciamo ogni volta che mi sono trovato incerto sul da farsi.”
“Sì…?”
“Già. Pensavo: che mi direbbe di fare la Vale? Come si comporterebbe lei in una circostanza simile? E capivo cosa dovevo fare. Mi è stato utile, sai?”
Ragazzi, questo pare nulla, lo so. Non è nemmeno un controllo a distanza, come potrebbe apparire: è solo il risultato di tante, brevi e ripetute conversazioni intessute in questi mesi. Dopo anni di assenza (forzata) dal suo orizzonte, ho ricominciato a farne parte. Il fatto di poter stare noi due e basta, come quando eravamo ragazzi, è un’altra condizione felice. Interagire con me gli offre un angolazione diversa dalla quale valutare persone e situazioni, inducendolo a riflettere in modo inedito. Uscito dagli schemi prefissati ai quali si era abituato (e nei quali tendeva a reiterare sempre gli stessi errori), progredisce molto più rapidamente di prima. E tutto questo senza toccare i suoi rapporti consolidati. Anzi: essendo molto più rilassato, vive meglio anche quelli.
Ero molto preoccupata, all’inizio: la paura, in casi come questo, è di interferire con equilibri solidi solo in apparenza, rischiando di romperli e di aumentare i problemi invece di risolverli. A quanto pare, è accaduto l’esatto opposto. L’uomo sta decisamente meglio e mi dà retta quando lo esorto a non drammatizzare ogni piccolezza. L’unico modo per rendersi la vita meno difficile è prenderla con una certa leggerezza: non impermalirsi per le sciocchezze aiuta, non istruire processi al prossimo per ogni minima frase mal scelta  è una politica consigliabile. Starmi vicino credo gli stia insegnando soprattutto questo. Sono molto, molto soddisfatta.