mercoledì 26 febbraio 2014

Salvata dalla fretta

Neppure l’azione sinergica di Paola e dell’informatico aveva potuto nulla contro la mia incapacità. Troppo poco era rimasto sul web il mio post augurale per poterlo recuperare… Nemmeno la cache di Google se l’era filato. Zero.
Fortuna volle però che avessi caricato la pagina sul mio telefonino, usando un browser diverso dal solito, per poi uscirne in tutta fretta, richiamata da chissà cosa. Ed ecco che, quando ormai il caso per me era chiuso, ho riaperto Chrome me lo sono visto apparire lì, fotografato, unico esemplare rimasto sulla faccia della terra. Una visione, lo confesso.
Il sonno mi è passato di colpo: sono passata dalla modalità palpebra a mezz’asta a quella di ticchettio scatenato e l’ho copiato, salvato e pubblicato. Il gaglioffo manco lo avrà letto, ma io sono molto felice lo stesso: mi dispiaceva proprio averlo distrutto, il post per il suo compleanno. Con esso, era finita nel cestino anche una briciola del mio cuore; ce ne metto sempre un quid, quando scrivo di noi.
E ora, siete autorizzati a spedirmi l’unico consiglio che mi merito: donna, torna in cucina!


Ed ecco a voi, fortunosamente ritrovato... Diciassette anni di gaglioffo!

Eccoci qui, quasi adulti.
Diciassette anni: l’ultimo in cui potrò ancora definirlo un metro e ottanta di delinquenza minorile, l’ultima occasione per fingere che il futuro non sia lì, dietro l’angolo, ad aspettarti; gli ultimi dodici mesi di divieto d’accesso alla cantina e alle chiavi dell’auto. Trascorsi i quali, non mi resterà che sperare di avere fatto un buon lavoro con lui, durante questi quasi quattro lustri di allevamento intensivo.
Il nostro gaglioffo: arrivato quarto in una famiglia di sopravvissuti, una famiglia che ha voluto rimettersi in gioco con lui e per lui, una famiglia che ha trovato coesione e una propria identità attorno alla sua culla.
Una famiglia che ha saputo rimanere salda e coesa nonostante le mille difficoltà che la vita non risparmia a nessuno. Una famiglia in cui è stato bello guardarli crescere.
Stasera convergeranno tutti sulla Stamberga, a riformare l’allegra combriccola ormai sfilacciata, che in queste occasioni si ricompone, ritrovando intatta l’atmosfera di scoppiettante confusione in cui sono diventati grandi.
Oggi è una bella giornata per Jurassico e Mpc: da Padova arrivano ottime notizie sul fronte esami, oltre al fatto che anche il filosofo lascerà lo studio matto e disperatissimo per venire a festeggiare il fratello minore.
Las Miss si occupa ormai anche del suo look, dopo essere stata la personal shopper degli altri fratelli: una altro segnale del passaggio di grado del “piccolo” di casa.
Persino il colloquio con il prof di matematica è andato bene: ora mancano solo la pizza e una torta come si deve e… la festa sarà servita! 

Nulla da fare, sono un'impedita

Che dire? Sono senza speranze. Usando l'app di Blogger per il mio telefonino sono riuscita a cancellare il post di ieri. Non so come ci sia riuscita (da capire anche come sia potuto succedere che mi si sia replicata l'icona sul desktop, senza che io abbia fatto nulla perché ciò accadesse. Almeno consapevolmente...) né perché (manco mi ricordo di esserci andata sopra, a quel post!). Comunque sia, è irrimediabilmente perduto. Di solito ne conservo una copia per un giorno o due: proprio stavolta non l'avevo fatto. Quando si dice la sf@@@ che si accanisce...
Ora devo capire se il blog sia ancora accessibile dal resto del mondo. Su FB mi arrivano preoccupanti indicazioni anche in merito alla sua scomparsa... Sarò mica riuscita ad annientare l'intero dominio?! 


Misteriosa scomparsa

Il post di ieri è svanito. Non mi chiedete dove sia finito, perché ancora non lo so. Seguiranno indagini approfondite...

Che festa queste feste

Io: "A scuola...?"
"Non ne parliamo. Sono stato circondato. In otto mi hanno immobilizzato e poi si sono messi a urlare!"
"Wow. Sarai passato inosservato..."
"Da vergognarsi."
"Ma... Quante donne tra quelli che ti accerchiavano?"
"Erano SOLO donne. Sono sempre attorniato da uno sciame di femmine, io."
"Povero. Pensa te la sf@@@!"
"Già."
La Miss: "Però non hai portato niente da mangiare... Due pasticcini potevi anche offrirli!"
"Ahahah! Vero... Me lo hanno detto tutti. Vergognati, tu che vesti solo Abercrombie perché c'hai i soldi, manco due biscotti per la tua festa!"
Io, solo col pensiero: "Non si sono accorti dei svariati rammendi sulle magliette, dunque... Fiuuuuu!"
Nel frattempo, tra i due maggiori si sviluppa una dotta conversazione circa la corretta alimentazione dello sportivo, su quanto ognuno dei due spenda per mangiare e su come tenere sotto controllo la bolletta della luce. A tale proposito, inizio a pensare di andare a lezione dai miei figli: sono mooooooolto più parsimoniosi di me!
La cena si svolge tra scoppi di fragorosa ilarità: sembra che quando sono tutti assieme il sense of humour conosca un potenziamento. 
Verso fine serata, l'informatico fa per andarsene; e qui la Miss e il gaglioffo lo fermano con un grido: "Altolà!"
"???"
"Che tu non creda di portarti via la torta. Quando mai si vede una rondine volare con un verme in bocca dal suo piccolo che ha lasciato il nido? Mai! Una volta partiti, basta. E' finita. Il nido è qui, la torta resta qui!"
"Ok, ok... Me ne ricorderò. La prossima volta che mi chiederete di farvi la pizza, vi rispedirò al nido!"

lunedì 24 febbraio 2014

Evviva!

Ci sono! Posso aggiornare il blog ovunque ci sia segnale!
Così vi posso raccontare le ultime news... che per la per Caso family sono buone, per fortuna.
La Miss, attualmente diplomanda superimpegnata, deve scegliere il futuro corso dei suoi studi. Così, giovedì sera siamo partiti per una trasferta milanese, diretti agli Open Day della sua futura università. La ragazza è apparsa alquanto emozionata, spaventata il giusto, determinata al massimo. Ed è questo il dettaglio importante, quello potenzialmente vincente.
Ora si tratta di riuscire a mettere in atto tutti i nostri progetti (iscrizione, alloggio, organizzazione logistica...), ma il più è davvero fatto.
La Miss vuole diventare avvocato. Ed è così convinta del suo disegno da volerci investire tutte le sue energie.
Mpc, madre assertiva, determinata ad appoggiare i suoi figli quale che sia la loro scelta, assieme a Jurassico, padre amorevole e ben deciso a provvedere ai suoi ragazzi offrendo loro le migliori possibilità per esprimere il meglio di sé stessi, sono viceversa rasi al suolo.
Perché un conto è la ragione, un conto è il cuore: non si vede, perché lo nascondono bene, ma sono ai minimi termini.
La loro piccola sta per andarsene davvero! La stanno consegnando al mondo e il mondo gliela porterà via. Par facile uscire dalla modalità chioccia...
Meno male che i nostri amici, passati attraverso le medesime rapide emotive prima di noi, ci hanno offerto supporto, conforto, affetto e compagnia. La sapremo lontana, ma potremo contare sulla presenza di qualcuno che le vuol bene lì vicino. E se vorremo andarla a trovare, sarà un'occasione per stare assieme a persone favolose, pronte ad aprirci la loro casa e soprattutto il loro cuore.
Ditemi quello che volete, ma se nella vita non ci fossero gli amici la nostra esistenza sarebbe molto più incolore.
Un pubblico ringraziamento a Gianni, Simona & Co per l'ospitalità, la disponibilità e soprattutto per il loro affetto.
E un grazie anche a tutti quelli di voi che mi incoraggiano ogni volta che sentite il mio calo energetico.
Siete preziosi tutti, cari amici. Un grande abbraccio a tutti!

Fatemi fare una prova

Mannaggia a me e alla mia inettitudine. Sto lottando da settimane contro la fuggevolezza del mio touch-screen, il quale mi fa scappare da sotto le dita la pagina dei commenti ogni volta che tento di scriverne uno. L'informatico, interpellato in proposito, si è smarcato senza darmi una spiegazione. Ogni tentativo di accesso al blog è stato scoraggiato dalla pagina di autenticazione. Quella mi sputava via, convinta fossi un'infiltrata clandestina. Già ricordarsi tutte le pswd è un bel match, vedersi rimpallate con l'unica che ti ricorderai fino alla fine dei secoli ti manda in crisi di autostima. Poco avvezza ad arrendermi, stamattina mi sono acquattata in un posteggio, ben decisa a costringere Blogger ad aprirmi la porta. Tanto devo aspettare Jurassico e quello ne avrà per minimo due ore. Ci ho messo mezz'ora a capire quali fossero le risposte da dare (di solito mi sento una persona di discreta intelligenza. Quando devo piazzare i pallini sulle risposte informaticamente corrette mi trasformo in una minus habens....) ma ci sono riuscita. Sono entrata. Ora devo scegliere tra uno schermo leggibile e una tastiera gestibile, la fuggevolezza dello schermo ogni tanto fa di nuovo capolino, la formattazione del testo è una chimera... Però almeno riesco a scrivere. Ora vediamo se riesco anche a pubblicare...
No, ragazzi, aiuto! Ho sfiorato il tasto sbagliato e mi è comparso un post scritto una lettera per riga!!! Qualcuno mi soccorra!
Ecco, forse ho rimediato. Io ci provo...


giovedì 20 febbraio 2014

Silenzio difficile

Ci sono momenti in cui l’unica reazione è il silenzio.
Momenti nei quali ti senti circondato da tanta sofferenza da sentirti paralizzare da un senso di impotenza.
Ci sono lacrime che non hai il potere di asciugare, lacrime che ti fanno stare male da morire anche se non sei tu a versarle.
Ecco, questi sono i momenti nei quali l’unica via sembra quella di chiudersi in un silenzio operoso, un silenzio nel quale trincerarsi cercando di fare qualcosa di buono per le persone che ami, quelli per i quali hai il potere e l’opportunità di fare qualcosa.  Per quelli la cui sopravvivenza, la cui sorte dipendono da te, dalla tua capacità di affrontare i problemi, di risolverli se possibile, di renderli meno distruttivi quando irrisolvibili.
Momenti nei quali ti serve tutta la tua riserva di energia, tutta la tua intelligenza, la tua capacità di rimanere calma anche in mezzo alla tempesta. Sì, perché se perde la presa del timone il pilota, la barca si schianta sugli scogli.
Ci sono circostanze nelle quali è saggio stare a sentire tutti, mettendo assieme le tue idee con quelle degli altri, sperando di individuare la via migliore.
Ci sono momenti nei quali capisci che devi agire, non stare a guardare; devi prevedere, prevenire, non lasciarti mentire, ragionare e non farti manipolare, dissodando il terreno per prepararlo al futuro. A un futuro migliore.
Ci sono attimi in cui sei costretta a focalizzarti su te stessa, per poter continuare ad essere forte, vitale e utile per chi dipende o si appoggia da e su di te.
Sono momenti difficili, perché sei sola.
Siamo sempre soli ad affrontare i draghi che ci spaventano, a esorcizzare i fantasmi che ci tormentano. Possiamo contare solo sulle nostre forze, purtroppo. E se vogliamo che le forze non ci abbandonino, non dobbiamo mai rinunciare a lottare. Nemmeno quando sembra non esserci più niente da fare.
Se una briciola di speranza è rimasta, tanto ben nascosta da rimanere invisibile ai nostri occhi, continuando a combattere la faremo riemergere. Continuando a tessere instancabili la nostra tela forse un giorno vedremo realizzati i nostri progetti. E se non dovessimo riuscire, averci provato ci farà sentire comunque meno vittime della sorte.
A volte sarebbe più facile abbandonarsi alla corrente, lasciandosi trascinare verso il baratro. Ma è per quelli che amiamo, e che ci amano, che non dobbiamo cedere. Mai.

Ed è per tutti quelli che amo che continuerò a cercare di fare del mio meglio, per tutti. 

giovedì 13 febbraio 2014

Gioie della paternità

Parliamo con il gaglioffo di un ragazzo in gravi difficoltà scolastiche. A sentire che su costui grava minacciosa l’ombra di una terza bocciatura, il nostro trasecola: “Com’è possibile? Ci devono essere dei problemi, però…”
“Eh sì, purtroppo. A volte i ragazzi ci mettono del loro (ti sei dimenticato la tua esperienza personale…?) ma patiscono anche molto della situazione familiare. Impegnati come sono a combattere contro le tempeste ormonali dell’adolescenza, a volte non trovano la via giusta per mettersi in carreggiata: problemi finanziari, famiglie in difficoltà, padri assenti… Tutto contribuisce. Mica tutti sono fortunati come te!”
“Beh, un padre assente ce l’ho anch’io, se è per quello. Lui è un valido contributo solo sul piano economico!”
“Piano con le accuse, ragazzino! Non ti sembra di esagerare? Tuo padre si disinteressa di te?”
“No, per quello no…”
“Se ci sono problemi lui non è lì in prima fila con me per risolverli?”
“Uhm… Sì, sì…” bofonchia.
“La sera non si cena tutti assieme, chiacchierando in piena libertà? Se hai una questione da sottoporgli, non è sempre molto disponibile? E, ultimo ma non meno importante, tuo padre non è forse un modello per te? Non vorresti diventare un uomo come lui? Se parli sempre di fare il medico!”
“Oh, oh, oh, adesso non esageriamo. Il sessanta per cento delle questioni che gli sottopongo è: <Dov’è la mamma?>, al restante quaranta per cento è lui che mi risponde: <Chiedi alla mamma>. Quanto al modello, uno che pretende di accarezzare la testa del figlio diciassettenne manco fosse un bebè e chiama ometto quello di ventiquattro NON è un modello da imitare! Tzé!!!!”
Povero Jurassico. E dire che conosco pochi padri presenti e capaci quanto lui.
E’ proprio vero: nemo propheta in patria…