mercoledì 24 aprile 2013

E l'autostima vola


“Mi avvolgi con la pellicola questa cipolla? Sto preparando il soffritto per il sugo al tonno…”
Eseguo.
“Perché dicono che la cipolla ti fa piangere? A me non succede!”
“Questione di distanza. Sei così alto da essere fuori portata. Se tu la sminuzzassi e le andassi vicino lacrimeresti anche tu: è l’olio essenziale. Contiene una sostanza irritante per gli occhi.”
“Sicura che non sia una tua fotografia…? Quella sì che fa piangere!”
Gesto tanto eloquente quanto irripetibile da parte mia. Diseducativo al massimo, tra l’altro.
“Ahahah… Coraggio! Sto forgiando la tua personalità…”
“Grazie. A cinquant’anni è proprio quel che mi ci vuole!”
La capacità di questo infame di infliggere colpi mortali al mio amor proprio è inimmaginabile. Prima o dopo glielo preparo io un sughetto: alla stricnina!



martedì 23 aprile 2013

Commossa



Sono passata in ospedale, dove ho incontrato tre persone che conosco.
Entusiasti, mi accolgono in un abbraccio sincero; la confidenza con la quale mi parlano, l’interesse col quale s’informano delle mie vicende personali, raccontandomi poi le loro con serietà e fiducia … Tutti segni di affetto.
Affetto autentico, rimasto intatto anche dopo anni che non mi vedevano più.
Mi hanno commossa. Davvero.
Sentire di aver lasciato una traccia nel cuore delle persone dà un senso a tutti quegli anni spesi dietro un banco, apparentemente solo a staccare fustelle e vendere aspirine.
Evidentemente, sorridere e sapersi mettere a disposizione del prossimo è una politica vincente, sotto tutti i profili.
Una considerazione che parecchia gente dovrebbe fare, di questi tempi. Specie quelli che, a vario titolo, occupano posizioni di responsabilità: c’è una deprecabile tendenza generale a fissare il proprio ombelico, senza preoccuparsi del resto dell’universo. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo.

lunedì 22 aprile 2013

Temi impossibili



“Certo che quel prof di Italiano è una rottura…”
“Perché?”
“Mi dà titoli impossibili!”
“Tipo?”
“Tipo: I miei problemi con i miei genitori. Svolgimento: Non ne ho. Solo che se faccio così mi prendo un due!”
“In effetti…”
“Sì, ma anche tu, sei un furbo!”, interloquisce la Miss: “Un tema così lo si può svolgere benissimo!”
“Davvero? Tu avresti avuto qualcosa da scrivere…?”
“Di vero, no. Ma basta inventare, no?”
Insomma. Anche queste son soddisfazioni!



mercoledì 17 aprile 2013

Violenze morali (epilogo)



Eccezionale. 
Devo dirlo:  la faccenda è stata affrontata e risolta in modo magistrale.
Apprezzo anche il fatto che si siano disturbati a mettermi a parte delle misure adottate in seguito alla mia denuncia. Per una volta, il comune cittadino non ha la sensazione di essere impotente di fronte alle storture cui assiste.
Da quel che ho sentito, è stato scelto un approccio - per rubare la battuta a qualcuno - davvero austroungarico: tempo poche ore dalla mia segnalazione (di domenica, quindi. Particolare non trascurabile, direi) il volontario nervino è stato beccato e interrogato in merito all’accaduto.
Tanto per esser chiari sulla natura delle mie rimostranze, mi è parso di capire che gli abbiano fatto addirittura leggere il mio post. Se ciò corrisponde a verità, al nostro non è di certo rimasta nemmeno l’ombra del dubbio circa la mia opinione sul suo operato.
Comunque sia, almeno da parte sua non c’è stato alcun patetico tentativo di negare le proprie responsabilità. Anzi.
Di fronte chi lo redarguiva con decisione per il suo comportamento, ha presentato le sue scuse, senza nascondersi né cercare attenuanti.
Bravo.
Riconoscere un proprio sbaglio non è da tutti. Inoltre, è la strada giusta per porvi rimedio.
Così come è giusto anche ricordare di nuovo come alla base di tutto quel che è successo c’è una famiglia, quella della anziana signora, che non si è comportata come avrebbe dovuto. Già queste associazioni di volontariato forniscono – a titolo gratuito – un gran bel servizio. Utilizzarlo per scaricare loro i propri problemi e alleggerirsi delle proprie responsabilità è un atto scorretto. Solo che, poverina, non è l’anziana a esserne responsabile.
In conclusione, l’errore non è rimasto impunito; l’associazione non ha però perso un volontario. Per formare un operatore vengono spesi tempo e denaro; gettare tutto al vento per un unico svarione sarebbe stato un errore ancora più grave.
A tutti va concessa una seconda possibilità; specie a chi, in tante altre occasioni, si è sempre comportato in modo corretto.
Sono molto contenta che la cosa non sia passata sotto silenzio e ancora di più lo sono che non siano state adottate misure draconiane. Il buon senso, per una volta, ha trionfato.
Volevo che lo sapeste.

Un caldo ringraziamento alla Croce Bianca, a tutti i suoi volontari e in particolare a chi si è fatto carico di risolvere questa brutta faccenda regalando a tutti noi un lieto fine.
Grazie, grazie davvero.



Il segreto per vivere bene: smettere

Smettere di fare di se stessi il metro di misura con il quale valutare l'operato altrui. 
Le incomprensioni e le litigate conosceranno un brusco calo e noi staremo più sereni.  

Smettere di buttare addosso agli altri i nostri panni, per provare invece a mettersi nei loro.
Diventeremo più generosi e ci faremo molti amici.

Smettere di giudicare il prossimo, anche quando si ha la presunzione di possedere tutti gli elementi per poterlo fare.
Una cosa è la valutazione, l'altra il giudizio: se quando si ha a che fare con altri esseri umani prender loro le misure è necessario, porsi al di sopra di essi per bastonarli con le nostre condanne (e non di rado castighi) va molto al di là dei nostri diritti. 

Smettere di fare i conti in tasca agli altri. In tutti i sensi.
Ognuno di noi ha una sua storia; non ha senso confrontarsi con chi ha più di noi (in ogni campo) e rodersi per queste differenze. Godiamoci invece ciò che abbiamo, senza perdere tempo a guatare l'erba del nostro vicino.

Smettere di preoccuparci dell'opinione degli altri.
La sensazione di libertà che dà compiere le proprie scelte in piena autonomia non ha prezzo.

Smettere di aspettarci qualcosa dagli altri.
Le aspettative avvelenano i rapporti umani. Quando decidiamo di donare qualcosa a qualcuno, sia in termini affettivi sia come aiuto materiale, non presentiamogli poi il conto. Regalare affetto e aiuto deve essere un atto gratuito, non una partita di giro. Altrimenti diventa un do ut des, che è tutta un’altra cosa.

Smettere di cercare di imporre la propria visione della vita agli altri.
Chi ha detto che la nostra è la migliore possibile?

Smettere di criticare chi ci circonda.
La critica alle spalle è vile e distruttiva. Se proprio abbiamo l’impressione di aver qualche buon consiglio da elargire, cerchiamo il colloquio con l’interessato. Evitando di prendercela a male se costui ci risponde di farci gli affari nostri: è nel suo pieno diritto farlo.

Smettere di cercare di impedire agli altri di sbagliare.
Sarà difficile, specie con quelli che amiamo. Tuttavia, rispettare la libertà altrui passa anche attraverso il riconoscimento del loro pieno diritto a fare le scelte che preferiscono. Quali che essere siano .

Smettere di preoccuparci in via preventiva.
Le rogne che dobbiamo affrontare giorno per giorno sono già ottime e abbondanti: perché fasciarci pure la testa prima di essercela rotta?

Quello appena esposto è un decalogo che mi è sorto alla tastiera osservando come e quanto certe persone si avvelenino la vita per nulla. L’ho voluto condividere con voi.
Qualche commento? Qualcosa da aggiungere?
Sono curiosa di sapere che ne pensate.