mercoledì 6 febbraio 2013

Ho le memorie confuse



Ragazzi, ha dei seri problemi con la mia RAM cerebrale. La velocità con cui cancello le informazioni mi spaventa, la quantità di dati che perdo mi mette in difficoltà, l’inutilità di tutti i miei trucchi per riattivare le mie cellule grigie mi devasta.
Senza contare che non posso dare sistematicamente buca al dentista, scordarmi di richiamare medici, amici e parenti, e rimanere senza olio, pasta e caffè con preoccupante frequenza.
Parto decisa verso il piano superiore, per dimenticarmi a metà scala il motivo che mi ha spinto in tale direzione. A osservarmi ripercorrere più volte lo sesso tragitto (per far  riemergere il ricordo trascinato via dall’onda dei miei pensieri) sembro una maniaca compulsiva, mentre nulla mi frustra di più dell’uscire apposta per una commissione e tornare avendone portate a termine una mezza dozzina,  ma non quella. Quella più importante, e ovviamente la più urgente.
Stilo meticolose liste della spesa, dopo aver riempito la casa di reminder cartacei e annotazioni su ardesia; salvo poi dimenticarmi il biglietto sul tavolo della cucina.
Se poi arrivo a riempire il carrello, non è raro che mi accorga di non avere con me di che pagare.
Mi segno gli appuntamenti sul cellulare, prevedendo anche un avviso acustico che risvegli la mia coscienza in tempo utile. Poi lascio il telefono sepolto chissà dove, a pigolare in desolata solitudine, mentre io consumo l’ennesima dimenticanza.
Non posso nemmeno autogiustificarmi dicendo “E’ la vecchiaia…”, perché sono sempre stata così, anche da ragazzina. Se sono tormentata da qualche pensiero, la cosa si riacutizza: ma non sono mai al sicuro da me stessa. Nemmeno quando tutto va bene e di preoccupazioni grosse non ne ho. 
Quel che mi manda ai matti, poi, è la mia memoria a lungo termine; ecco, quella è un portento. Possiedo un archivio di informazioni relative al passato che fa paura; una serie di foto ad altissima definizione, scattate dal mio cervello all'età di due anni scarsi. Un sacco di robaccia inutile che probabilmente mi ingombra la scatola cranica, rendendo inefficiente il suo contenuto, almeno per quanto concerne le applicazioni pratiche qui e adesso.
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