venerdì 20 luglio 2012

Romanticismo esplosivo

Metti una sera dopo cena, a Casa per Caso.
Jurassico giace tra i cuscini, allungato sul divano, indossando il consueto abito da sera (calzoncino nocciola, vetusto, abbinato a T-shirt ginnica giallo limone: il ranocchio Kermit, l’ha ribattezzato la Miss). La fanciulla e io, dal lato opposto, siamo accartocciate una accanto all’altra, esilarate dalle comiche vicende di Manuale d’amore: considerato il periodo, mai titolo fu più indicato.
Jurassico, con la scusa che l’ha già visto, alterna fragorose risate a fughe momentanee, durante le quali va a procacciarsi cibo: di volta in volta, torna addentando una pesca, un cornetto Valsoja, un paio di albicocche. Meno male che vuole dimagrire.
Verso la fine del film, il nostro sparisce un’altra volta: distratte dalle immagini sullo schermo, le due donne lo ignorano totalmente. Manco ci accorgiamo che è uscito dalla stanza, a dirla tutta.
D’improvviso, in cucina esplode un botto fragoroso,  seguito da un preoccupante scroscio di vetri infranti. Dopo un silenzio attonito, si ode la voce di Jurassico esclamare, con tono incerto: “Ma porca miseria…”
In un nanosecondo, entro in modalità di emergenza: “Ti è caduta la bottiglia dell’acqua? Ti sei tagliato?” chiedo, correndo verso il luogo dell’incidente. Già mi vedo a tamponare il sangue che scorre. Trovo mio marito con una bottiglia di prosecco in mano, circondato da cocci, sparsi per ogni dove. Due bicchieri sono sul tavolo, intatti. E pure lui, grazie al Cielo, è integro: nemmeno un graffio.
“Ebbene? Che è successo?”
Senza proferire motto, alza il naso: seguo il suo sguardo, per scoprire che non abbiamo più la plafoniera della cucina: disintegrata. I cocci arrivano fino al salotto.
“Mai successa una cosa del genere… Non avevo nemmeno finito di togliere la gabbietta, che il tappo mi è partito come un proiettile! Guarda che casino, mannaggia…”
Quell’uomo non perde mai il controllo del suo vocabolario; non riesco a capire come faccia. Se dovessi dar retta al mio istinto, in questo momento darei la stura a una sequela d’improperi che nemmeno l’Esorcista: decido di concentrarmi sul fatto che, almeno, il consorte è sano e salvo, e metto mano alla ramazza. Anzi, mettiamo mano: una scopa ciascuno, ripuliamo il disastro, salvaguardando l’incolumità dei figli. I nostri quattro, in casa, girano tutti rigorosamente scalzi: non c’è verso di convincerli a indossare un paio di ciabatte.
Mentre siamo lì, impegnati a cancellare ogni traccia dell’accaduto, Jurassico brontola in sottofondo, imbronciato: “E io che volevo farti una sorpresa, arrivandoti con un bicchiere di prosecco fresco…”
Decisamente, la serata non si è conclusa come aveva preventivato, poveretto: aveva pensato a un'entrata a effetto, invece ha fatto il botto. Noi due non abbiamo fortuna, quando decidiamo di fare i romanticoni: c’è sempre qualcosa che va storto, quando ci proviamo. E’ matematico, purtroppo.