giovedì 19 gennaio 2012

Io speriamo che me la cavo

Mi fanno ammattire. Gaglioffo e Ziapercaso saranno la mia morte: non so se sopravvivrò alla micidiale combinazione costituita da quei due. 
Per due giorni son corsa come una trottola per centinaia di chilometri, a disbrigar pratiche per conto della zia: scoprendo che la stessa ha disseminato il suo cammino di disattenzioni, dimenticanze e disastri vari. In molti abbiamo cercato di suggerirle qualche dritta, in questi anni, timorosi che accadesse proprio questo.
“Non sono mica scema!” era la risposta, riservata a tutti noi. Sdegnosa e altera, ci polverizzava con lo sguardo, bloccando sul nascere ogni nostro pallido tentativo di intervento.
Risultato: ora Mpc è costretta a fingersi lo Shuttle, per porre rimedio a immani quanto numerosi  casini pregressi. Ne avrò per settimane: stima approssimata per difetto.
Presa da crisi di sconforto, l’ho chiamata al telefono, direttamente da casa sua (in Trentino) avvisandola dell’inaspettato sviluppo degli eventi: nulla di fatto sul fronte disbrigo delle pratiche, molto ancora da fare per la soluzione dei nuovi problemi.
Dall’altro capo del filo mi giunge una risatina vagamente colpevole e un: “Ti voglio bene… Porta pazienza. Lo sai che ti voglio bene!”
“Anch’io, zia. Non ti volessi bene, a quest’ora ti avrei annegata nel water!”
Risata divertita dall’altro lato.
“E ricordati che non rischierei nemmeno la galera: di sicuro mi riconoscerebbero la provocazione grave e pure la legittima difesa! Un premio, mi danno, se ti cancello dalla faccia della terra!!!”
“In effetti…”
La vegliarda è dotata di sense of humor, almeno. E per fortuna ne possiedo una massiccia scorta pure io: fornitura assolutamente necessaria ad affrontare i prossimi giorni. E non solo per via della zia.
Ora vi saluto, per tuffarmi tra le carte bollate: domani vi aggiornerò sul gaglioffo.
Anzi, grazie a tutti quelli che si avvicendano, sul blog o nella mia casella, a spedirmi considerazioni, osservazioni, riflessioni e consigli. Mi stete aiutando a pensare.