giovedì 14 aprile 2011

Madre Natura


Il manigoldo torna da scuola, sempre senza niente da dichiarare: il che mi preoccupa un po'  - quando comincerà a fare sul serio, questo? - però mantiene l’atmosfera delle cucina serena e priva di ombre.
Misurando il perimetro attorno al tavolo a grandi passi, con 'ste zampe da watusso, sventola le braccia extra-size e accenna a qualche scarto laterale improvviso. Le sue movenze sono una via di mezzo fra gli spostamenti di un aracnide e la gestualità di un primate: ‘sto figlio mi  si sta alzando di statura troppo in fretta. Speriamo che riacquisti un po’ di eleganza, quando  le sue misure si stabilizzeranno. 
Manco mi leggesse nel pensiero, se ne viene fuor, all'improvviso: “Mamma, oggi  ci hanno mostrato delle scimmiette adorabili… Bianche e nere, con la coda lunghissima: ne voglio una! Devono essere morbidissime!”
“Seee, ci mancherebbe solo quello: pensa la puzza che fa una scimmia! Dopo sì che scappo di casa...”
“Ma quelle si sono estinte?”
“Bah, da come le descrivi sembrano lemuri. E se lo sono, no, non si sono estinte!”
Cerco qualche immagine in rete, sottoponendole alla sua attenzione: “Sono queste?”
“Sìììììììììììì… Perché non ne adottiamo una?”
“In questa casa non abbiamo alcun bisogno di scimmie. Ci sei già tu.”
Non raccoglie. Come in preda a un'inspiegabile estasi, si aggira per la casa proclamando,  stile San Francesco de noantri: “Animali, animali... Io adoro tutti gli animali!”
“Molto evangelico, questo. Ama il prossimo tuo come te stesso.”
Alla belva sfugge la sottile allusione, mentre continua a saltellare qui e là, con aria ispirata: “Si vede che sono un amante degli animali?”
“Sì. E’ palese, direi.”
“Mi stai prendendo per ….?”
“No, sono seria. Secondo me, saresti un ottimo veterinario.”
“Già. Ne sono convinto anch'io. Però i ragni no. I ragni non mi piacciono!”
“Ma che c’entrano i ragni! S’è mai visto un veterinario curare i ragni???”
“Ahhhh, le bestie, la natura… Oggi mi sento parte della natura.”
Continua il suo girovagare, scomparendo all'orizzonte.
Cade il silenzio: dev’essere entrato in camera sua. O meglio, nella sua tana: tanto per restare  in tema. 
Devo capire come intende organizzarsi, per la gita di domani.
 “Matti... Matti? MATTEO!!!”
Nessuna risposta. 
"MATTEEEEO!"
"Eh? Che c'è?"
"Ma dove sei sparito?"
“Al computer: dove, se no?”
Eccolo lì. Lui e Madre Natura: un'entità sola. Tenuta assieme da un ammasso di microchip.